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La nave scuola Garaventa
Tutto iniziò un giorno in cui stava parlando con alcuni operai quando gli si avvicinò un ragazzino chiedendo l'elemosina e raccontando una storia familiare dolorosissima.
Nicolò, impietosito e preoccupato della sorte di tanti infelici, diventerà a questo punto, per sua scelta, educatore e filantropo verso i giovani disadattati della sua epoca, interessandosi ed appassionandosi alla situazione dei tanti ragazzi che incontrava quotidianamente nelle strade genovesi in situazioni critiche (a volte di pura sopravvivenza), purtroppo ignorati dalla legislazione statale dell'epoca, ed anche per evitare che fossero sfruttati dalla delinquenza o persino dagli stessi genitori, decise di dar loro un aiuto concreto e risolutivo e con la sua esperienza di docente e il suo impegno costruttivo, dopo aver abbandonato l'insegnamento nelle scuole genovesi, , si mise all'opera per realizzare il suo nobile intento di riscattare dalla situazione di abbandono quanti più ragazzi poteva.
La situazione contemporanea non era certo facile, ma con tanta buona volontà, ed andando a "bussare" a tutte le porte che potevano fornirgli aiuto, concretizzerà alla fine il suo intento educativo-sociale.
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Nicolò Garaventa
Nicolò Garaventa (Uscio, 1848 – Ge­nova, 1917), insegnante di mate­ma­ti­ca presso il Ginnasio-Liceo "Andrea D'oria" di Genova, costituì la Scuola officina di redenzione sul mare, un istituto di recupero per giovani diffi­cili allestito su una nave-scuola.
La nave-scuola "la Garaventa" ospitò durante la sua attività centinaia di Ga­raventini; fu attiva dal 1883 fino al 1977.