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Ricordate? Non c'era ancora la televisione. Nè c'erano
i videogiochi e i mille "gadgets" eletronici che
ci tenevano a casa. Si giocava sul "campetto" o
sul marciapiede (mi chiedo: ma le macchine dove erano?). Qualche
mamma diceva al figlio: "Stai lì sotto che ti
possa vedere!". Le bambine abbastanza spesso giocavano
al pampano. Noi "maschietti" non ci giocavamo.
Ma me lo ricordo benissimo. Si disegnava uno schema
numerato con i gessetti per terra, a turno i giocatori lanciavano
un sassolino nei riquadri e si doveva arrivare nella postazione
della pietruzza saltando su un solo piede, senza mai toccare
per terra con entrambi. Nelle ultime fasi del gioco si saltava
a occhi chiusi cercando di non pestare le righe di gesso,
gridando: "Pane!". Se andava bene, la risposta
degli altri era "Salame!". Al grido "Prosciutto",
invece, si sapeva di aver calpestato una riga e
via, si doveva ricominciare tutto da capo.
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