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Fu l'arrivo di Camillo a ribaltare le sorti della guerra
a favore dei romani: i Galli cominciarono a subire le prime
sconfitte mentre l'esercito del condottiero avanzava da Ardea.
Gli assedianti cercarono quindi un compromesso: a fronte di
un tributo pari a mille libbre d'oro, questi avrebbero tolto
l'assedio. I romani, al momento di pagare, si accorsero che
le bilance erano truccate e, alle loro rimostranze, Brenno,
in gesto di sfida, aggiunse la sua spada alla bilancia pretendendo
un maggiore peso d'oro e pronunciò la frase "Vae
victis!" ("Guai ai vinti!").
Qui la tradizione narra un secondo episodio leggendario: mentre
i romani chiedevano tempo per procurarsi l'oro che mancava,
Camillo raggiunse Roma con il suo esercito. Una volta di fronte
a Brenno, gli mostrò la sua spada e gli urlò
in faccia: "Non auro, sed ferro, recuperanda est patria"
("Non con l'oro, ma con il ferro, si riscatta la patria").
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