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Il caso Montesi
     
Wilma Montesi (1932-1953) fu una giovane ragazza romana di modeste ori­gi­ni, assassinata nell'aprile del 1953.
L'omicidio di Wilma Montesi è un caso tuttora irrisolto di cronaca nera che ebbe a suo tempo grande rilievo nei media a causa del coinvolgimento di numerosi personaggi di spicco nelle indagini successive al delitto.
Sabato 11 aprile 1953, alla vigilia di Pasqua, fu ritrovato sul litorale romano di Torvaianica il cadavere di Wilma Montesi, una bella ragazza romana. La ra­gaz­za non presentava segni esterni di violenza ed era parzialmente vestita. Non aveva più indosso le scarpe, la gonna, le calze e il reggicalze, i vestiti erano inzuppati d'acqua.

Il corpo venne portato presso l’Istituto di Medicina Legale di Roma, dove fu fatta l'autopsia: i medici affermarono che la probabile causa della morte sa­rebbe stata una "sincope dovuta ad un pediluvio", affermazione troppo gene­rica per non sollevare fin dall'inizio mille sospetti.

Questo fatto di cronaca che al giorno d'oggi non interesserebbe i giornali per più di una settimana, suscitò allora una eco incredibile e vide chiamati in cau­sa Capi della Polizia, questori e, soprattutto, Piero Piccioni (noto musicista Jazz, nome d’ar­te Piero Morgan), figlio dell’allora ministro demo­cris­tia­no Attilio Piccioni.
Il ritrovamento sembrava essere destinato ad una rapida archiviazione: un semplice malore, un incidente, forse un suicidio. L'ipotesi del suicidio cadde dopo pochi giorni. L'ipotesi dell'incidente fu considerata attendibile dalla polizia, che chiuse il caso.

I giornali, invece, L'Espresso, il Corriere della Sera, Paese Sera, e piccole tes­tate scandalistiche come Attualità continuarono a mostrarsi scettici.
Il 4 Maggio il quotidiano monarchico napoletano Roma cominciò ad avanzare l'ipotesi di un complotto per coprire i veri assassini, che sarebbero stati alcuni potenti personaggi politici. Il 24 maggio del 1953 un articolo sul giornale co­mu­nis­ta Vie Nuove creò molto scalpore: uno dei personaggi apparsi nelle in­da­gi­ni venne identificato come Piero Piccioni, fidanzato di Alida Valli e figlio di Attilio Piccioni, Vicepresidente del Consiglio, Ministro degli Esteri e massimo esponente della Democrazia Cristiana. La notizia suscitò clamore perché ven­ne pubblicata poco prima delle elezioni politiche del 1953.

d ottobre, quando il settimanale scan­da­lis­tico "Attualità", diretto da Sil­vano Muto, sostenne che la ragazza sarebbe morta durante un’orgia avvenuta nella tenuta di Capocotta, poco distante dal luogo del ritrovamento; Muto im­pli­cò nell’episodio Piero Piccioni e il "marchese" Montagna.
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Wilma Montesi

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