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Bella ciao
   
"Bella ciao" è una canzone popolare cantata dai simpatizzanti del movimento partigiano italiano, durante la Resistenza, nella seconda guerra mondiale, quando si combatteva contro le truppe fasciste e naziste.
La musica, di autore sconosciuto, viene fatta risalire alla melodia di un canto ottocentesco delle mondine padane: "Fior di Tomba". La popolarità di "Bella ciao" ebbe inizio a metà del Novecento, in occasione dei numerosi "Festival mondiali della gioventù comunista" che si tennero a Praga, Berlino, Vienna, ecc., dove essa fu cantata, con enorme successo, dai delegati partigiani italiani, (e quindi tradotta in tutte le lingue del mondo dagli altri delegati stranieri, ma con le parole "Bella ciao" rigorosamente in italiano).
Testo della canzone
Una mattina mi son svegliato
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
una mattina mi son svegliato
e ho trovato l'invasor.
O partigiano, portami via
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
o partigiano, portami via,
che mi sento di morir.
E se io muoio da partigiano
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
E se io muoio da partigiano
tu mi devi seppellir.
Seppellire lassù in montagna,
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior.
E le genti che passeranno
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
e le genti che passeranno
Mi diranno "Che bel fior!"
È questo è il fiore del partigiano,
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
È questo è il fiore del partigiano,
morto per la libertà.
 
 
Bella ciao
Questo canto raggiunse una gran­dis­sima diffusione di massa negli anni sessanta, soprattutto durante le ma­ni­festazioni operaie-studentesche del mitico Sessantotto.